VENERDì 18 OTTOBRE

 

TEATRO - ORE 21.00

 

Premio Città di Vigevano in memoria di Lucio Mastronardi

 

Premio Nazionale alla Carriera 2013

 

ERMANNO OLMI

 

con Maurizio Porro introduce Ermanno Paccagnini

Regia di Luca Malavasi


 Ermanno Olmi nasce il 24 luglio 1931 a Bergamo e trascorre l'infanzia a Treviglio.
Figlio di contadini e di cultura cattolica, ha spesso portato sullo schermo le
sue origini, descrivendo la cultura popolare con etica evangelica e nostalgia
del passato.

Si trasferisce giovanissimo a Milano, dove frequenta l'Accademia d'Arte Drammatica
e viene assunto dalla Edison Volta. Per l'azienda organizza il servizio
cinematografico e dirige tra il 1953 e il 1961 una trentina di documentari
ispirati al mondo del lavoro, tra cui La diga sul ghiacciaio, Cantiere
d'inverno, Il frumento, Tre fili fino a Milano, Un metro lungo cinque
. Nel
1959 esordisce con il suo primo lungometraggio, Il tempo si è fermato,
che in tono ancora documentaristico racconta l'amicizia tra un ragazzo di città
e il vecchio guardiano di una diga di montagna. Nel 1961 vince il premio OCIC e
il premio della critica alla Mostra di Venezia con Il posto, opera
fresca e spontanea sulle aspirazioni di due giovani alle prese con il primo
impiego. Qualche anno più tardi, nel 1965, realizza un ritratto appassionato di
papa Giovanni XXIII (E venne un uomo) e si dedica contemporaneamente ad
un'intensa attività per la televisione. Nel 1978 conquista la Palma d'Oro al
Festival di Cannes con il capolavoro L'albero degli zoccoli: girato
quasi artigianalmente e con attori rigorosamente non professionisti, il film
ottiene una risonanza mondiale portando sullo schermo la vita semplice dei
contadini padani. Nel frattempo si trasferisce sull'altopiano di Asiago e nel
1982 fonda a Bassano del Grappa la scuola “Ipotesi Cinema”, a cui aderiscono
molti giovani tra cui Giacomo Campiotti e Maurizio Zaccaro. L'anno successivo,
dopo aver girato il documentario Milano 83 sulla sua città d'adozione,
viene colpito da una grave malattia ed è costretto a ritirarsi per un lungo
periodo. Gli sono vicini la moglie Loredana Detto, la protagonista femminile de
Il posto e i figli, ora entrambi apprezzati nel mondo del cinema. In
questo periodo di forzata inattività Olmi esordisce nella narrativa con Ragazzo
della Bovisa
, che in tono poetico racconta il passaggio dall'infanzia
all'adolescenza di un ragazzo negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Dopo
aver realizzato alcuni spot pubblicitari, torna alla regia con Lunga vita
alla signora
, Leone d'Argento a Venezia nel 1987, il cui protagonista è
ancora una volta un ragazzo che, in questo caso, scopre le ipocrisie del mondo
dell'alta società. Nel 1988 dirige uno dei suoi maggiori successi, La
leggenda del santo bevitore
, opera d'intensa suggestione tratta da un
racconto di Joseph Roth, e conquista il Leone d'Oro. Sul finire degli anni '80,
debutta anche nella regia teatrale con Piccola Città di Thornton Wilder
e nel 1993 dirige Paolo Villaggio nel favolistico e poco fortunato Il
segreto del bosco vecchio
. Nel 1994 torna alla tv, avviando il progetto di
trasposizione televisiva della Bibbia con il primo capitolo Genesi - La
creazione e il diluvio
. Il suo ultimo lavoro, presentato con successo al
Festival di Cannes, è il Mestiere delle armi, incursione nei primi anni
del '500 che racconta l'ultima settimana di vita di Giovanni dalle Bande Nere,
valoroso condottiero ucciso in battaglia dai colpi delle prime armi da fuoco.
Il film ottiene 9 David di Donatello su 9 candidature. Due anni dopo, Ermanno
Olmi prosegue sulla stessa strada con Cantando dietro i paraventi
(pellicola che ottiene 5 candidature ai David di Donatello e il Globo d'Oro
della stampa straniera), in un percorso a ritroso nel tempo che ci è utile per
comprendere le nostre azioni presenti.
Nel
2005 firma Tickets, film composto da 3 episodi diretti da Kiarostami e
Loach; Olmi vi racconta un viaggio in treno durante il quale si incrociano
storie di persone diverse.
Nel
2007 esce Centochiodi, sorta di summa della sua poetica e dichiarazione
d'amore per numerosi maestri e amici (da Rossellini a Bresson, da Pasolini a
Piavoli, da Bergman a Kiarostami), che Olmi annuncia come il suo ultimo film di
finzione, avendo deciso d’ora in avanti di tornare a dirigere solo documentari,
proprio come all'inizio della sua lunga, illustre e singolare carriera. Nel
2008 la Mostra del Cinema di Venezia gli consegnerà il Leone d’Oro alla
Carriera.