EDOARDO ALBINATI

VITA E MORTE DI UN INGEGNERE

 

A cosa serve un padre? E cosa resta di lui se non un mito? C’era una volta un’Italia attiva e industriosa, attraverso cui scorrazzavano sulle loro Alfa Romeo uomini di multiforme ingegno: gli imprenditori. L’ingegner Albinati era uno di questi, prototipo di una razza al tempo stesso serissima e scanzonata, di pionieri del benessere e fumatori accaniti. In una memoria di crudele precisione, nutrita di tutto il risentimento e dell’amore che si può nutrire verso un padre che non hai abbracciato una sola volta in vita tua, Edoardo Albinati racconta la lunga fuga di un uomo talentuoso attraverso i corridoi del boom economico, l’amore, i doveri della famiglia, le aspirazioni segrete e indicibili, e poi la malattia che obbliga a chiedersi: chi sono? Cosa ho vissuto a fare? Chi ho amato veramente? Il ritratto vivo di una generazione di uomini instancabili che hanno ricostruito l’Italia, pagando questa loro impresa con un’incolmabile distanza dai loro fi gli. Una parabola umana grande e dolorosa in cui molti potranno riconoscere tracce della propria storia.

EDOARDO ALBINATI 

Edoardo Albinati nasce a Roma, dove vive, nel 1956. Dal 1994 insegna letteratura nel carcere di Rebibbia.

Ha tradotto testi di autori inglesi e americani, ha scritto per il teatro (suo è "Il colore bianco andato in scena per le Olimpiadi di Torino nel 2006), ha collaborato con registi cinematografici.

Nel 2002, ha lavorato per l'Alto Commissariato ONU per i rifugiati in Afghanistan e nel 2004 ha partecipato a una missione delle Nazioni Unite in Ciad. Da queste esperienze sono nati numerosi reportages pubblicati da "Il Corriere della Sera", "La Repubblica", "The Washington Post".

La sua attività di scrittore è ampia ed eclettica. Uno dei suoi più importanti libri nasce dalla collaborazione con Filippo Timi, attore famoso di cinema e di teatro, anche lui scrittore. Insieme hanno pubblicato nel 2006 (uscito in edizione economica in questi giorni) "Tuttalpiùmuoio" (Fandango).

Altri libri sono: Guerra alla tristezza (racconti, Fandango, 2009); Svenimenti (romanzo, Einaudi, 2004; nuova edizione Fandango, 2010); Il ritorno. Diario di una missione in Afganistan (diario, Mondadori, 2002); Maggio selvaggio (diario della sua esperienza come insegnante in un carcere, Mondadori, 1999; nuova edizione Mondadori, 2001); Orti di Guerra (prose, Fazi, 1997; nuova edizione Fandango, 2007); Il polacco lavoratore di vetri (romanzo, Longanesi, 1989; nuova edizione Mondadori, 1998); Arabeschi della vita morale (racconti, Longanesi, 1988). Ha inoltre scritto diverse raccolte di poesie.

Vita e morte di un ingegnere ha vinto il Premio Letterario Internazionale "Mondello Città di Palermo" per l'Opera italiana ed è finalista per la sezione di narrativa del Premio “Giuseppe Dessì” e del Premio Cortina d’Ampezzo 2012.